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Roberta Bruni e la nuova sede a Torino: l’intervista all’allenatore Riccardo Frati
Ebbene non sono solo voci di corridoio quelle che riguardano l’astista Roberta Bruni, che dopo essersi allenata in Spagna a Pamplona con Alexandre Navas Paez per un paio di anni, ha deciso di ritornare in Italia. Cogliendo l’occasione per conoscere meglio la città, ha scelto proprio come sede di allenamento Torino, scelta data anche dalla presenza uno dei tecnici migliori del momento, Riccardo Frati, allenatore di Simone Bertelli (oro agli europei U23), Federico Bonanni e Francesco Pugno. Riccardo, specialista del salto con l’asta, è la prova che si può allenare a ottimo livello una disciplina senza averla mai praticata, ma mettendoci enorme impegno e passione.
Roberta nasce come judoka, ma alle scuole medie una professoressa, accorgendosi della sua propensione, la spinge ad iscriversi ad atletica, punto di inizio di un lungo percorso da lei stessa paragonato a delle montagne russe, con tanti alti e bassi. Già da ragazza era un talento dell’asta italiana, capace da U20 di valicare l’asticella a 4,35m, impadronirsi della medaglia di bronzo ai mondiali juniores di Barcellona e, nel futuro più recente (2023), a stabilire il nuovo primato italiani di 4,73m.
Ma sentiamo un po’ cosa ha da dirci il suo nuovo allenatore.
La presenza di Roberta può essere di stimolo al gruppo ed in particolare a Bertelli?
“L’arrivo di Roberta è stato concordato a tre, non è stato una decisione unilaterale, la Federazione ha chiesto se ci fosse la possibilità di questa collaborazione, ne ho parlato con Simone ragionando sui pro e contro della situazione e abbiamo capito che i pro erano sicuramente maggiori e ovviamente servirà a spronare il gruppo, perché il problema di Simone (Bertelli, ndr) è che rispetto a Stecchi, miglior astista taliano, ci sono 12 anni di differenza e quindi non ci sono delle figure di riferimento, Roberta potrà essere da esempio.”
Senti la pressione di allenare un’atleta di un certo livello?
“Indubbiamente la pressione nel seguire due atleti importanti c’è, ma sprona a migliorarsi. Bisogna sempre mettersi in gioco perché questo è l’essenza dello sport e della vita.”
Quali gli obiettivi vi siete prefissati?
“Per quanto riguarda gli obiettivi, la prima gara stagionale sarà il 24 gennaio a Bordeaux, gareggeremo principalmente nel circuito francese, speriamo termini la stagione al coperto con i mondiali indoor. Roberta inizierà subito con la Diamond League la cui prima tappa sarà a Doha in Qatar a metà maggio. Con Roberta e Simone l’obiettivo della stagione 2026 è arrivare al Top della forma per i campionati europei di agosto a Birmingham (GB)”
Farete degli allenamenti o proverete ad organizzare dei raduni ad Aosta, come riuscirete a gestire la logistica e soprattutto la distanza?
“Sicuramente con molta pazienza, la difficoltà maggiore è che il Piemonte non ha impianti indoor dove poter saltare e in questo momento il problema minore è quello di mettersi in macchina e viaggiare.”
Da qualche giorno è stato finalmente fatto un passo avanti verso la creazione di un polo dedicato esclusivamente all’atletica leggera, ovvero la riapertura dello Stadio Primo Nebiolo. Torino ha visto nascere e crescere di molti atleti e da oggi potremo aggiungere un altro nome alla lunga lista.
Ph. copertina: Grana / FIDAL