Storie di atletica e del XX secolo con Nicola Roggero

Il 13 novembre si è tenuta presso l’IIS Plana di Torino la presentazione de “Storie di atletica e del XX secolo”, il libro scritto dal noto commentatore sportivo e giornalista di Sky Sport Nicola Roggero.

Ha aperto l’evento il tecnico e professore di educazione fisica Riccardo Frati, il quale ha posto l’attenzione dei presenti sulla versatilità della sua materia: essa può essere infatti collegata alla fisica, alla scienza, all’italiano, alla matematica e alla storia; quest’ultima disciplina è particolarmente presente nel libro, come si ha modo di capire e apprezzare leggendolo. 

“Storie di atletica e del XX secolo” tratta infatti parecchie vicende importanti legate al razzismo del Novecento, collegandole a importanti atleti e atlete che hanno saputo combattere i pregiudizi del tempo e trovare rivalsa in uno sport come l’atletica leggera. 

La prima storia raccontata da Roggero è dunque quella riguardante Wilma Rudolph. In un contesto difficile (in America vi è una forte segregazione razziale) ella è colpita dalla poliomielite in tenera età e per anni è costretta a portare un apparecchio correttivo e ad andare due volte alla settimana all’ospedale per fare le terapie, nonostante il centro medico  riservato ai neri si trovi ad ottanta chilometri dal paese in cui abita. Dopo la guarigione si rivela un vero fenomeno della pallacanestro; viene però “avvistata” dal tecnico di atletica Ed Temple, il quale riconosce le enormi doti della ragazza in velocità. Fa bene Wilma ad accettare di allenarsi con Ed, in quanto dopo le Olimpiadi di Roma 1960 torna in patria vittoriosa con tre medaglie d’oro al collo (100, 200 e 4×100), dimostrando di essere una donna forte e grintosa e degna di ammirazione. 

La compagna Willie White, vincitrice di un buon argento nel salto in lungo all’edizione precedente dei Giochi, tornata a casa non si sofferma sul suo risultato sportivo, ma nell’aver trovato nel villaggio olimpico un mondo parallelo, dove i neri stringono la mano ai bianchi, mangiano con loro e usufruiscono degli stessi bagni. 

Lo sport è pertanto un luogo sicuro, fatto di relazioni sane, che mira non solo a stimolare chi lo pratica ma ad andare contro i pregiudizi legati al colore della pelle, alla religione e a tutto ciò che è superfluo. 

Nicola Roggero prosegue raccontando altri aneddoti relativi a storie presenti nel libro, per poi concludere l’incontro: “Io mi sono divertito a scrivere questo libro, è stata un’esperienza bellissima, e spero che anche voi vi divertirete a leggerlo”.

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